HomeUn giro di bardoLe ragioni dell'esitante

Le ragioni dell’esitante

Quasi una vita ci mise a seppellire le ragioni dell’esitante. Al finestrone di una casa non sua, tramortito per un’altra giornata dispersa, radunò giorni andati dove la titubanza aveva governato ogni sua decisione e la retorica del dubbio aveva umiliato la sintassi dell’agire. La percezione di quel resoconto pomeridiano fu brutale come una coltellata al fegato dei sogni tanto da costringerlo a riordinare cose care, a recuperare foto in cui esibiva ancora sguardi abilitati al rischio, a ricercare figurine nella collezione dell’istinto. Avrebbe potuto innalzare una cattedrale, visibile persino dai bastioni di Sirio, con tutto il pensiero che aveva prodotto nella sua quasi vita pur di conservare un posto nel guado.

In quella stanza inondata di viola, l’assedio di vento e voci provenienti dal cortile costruì un tappeto sonoro per il debutto di un nuovo tentativo d’esistenza: sentirsi in guerra per sapersi vivo senza esitazioni. Ritrovare la via sublime del conflitto, fallire per sputare l’obolo del fallimento, trattare le cadute come salti in future vittorie, lanciarsi nel mistico inseguimento d’una visione irragionevole, cancellare dall’agenda ogni appuntamento con il compromesso, finirla con l’ossessione di chiedersi il perché della lotta e della poesia. Quasi sorrise nell’annotare sul diario dei ritrovamenti che la differenza tra l’esitante e il vivente sta tutta in una scelta di capo: chi esita sopravvive a capochino, chi vive prova a farlo a capofitto.

Iscriviti
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Se ti va condividi

Post recenti

I miei libri

distratto il sogno passò

distratto il sogno passò

Tropico della spigola

Un giro di bardo

Tornasole

Stupidi Passanti

Tropico della spigola

Un giro di bardo

Tornasole

Stupidi passanti

Tropico della spigola

Un giro di bardo

Tornasole

Stupidi passanti