HomeUn giro di bardoTi manca la nebbia di mare

Ti manca la nebbia di mare

Un’artista all’ultimo colore lasciò la tela riposare in una sera d’improvvisa frenesia. Nelle gambe sentiva il passo della fuga, tra le mani un tremore di stanchezza, in petto il pugno dell’inappagamento. Abbandonò sul cavalletto una piazza abbozzata, in cui un lampione cignesco sorvegliava un tratto di matita sconfinante in paesi dai tetti lividi. Si buttò così in un bar per un bicchiere di gin e il ritrovamento d’un senso, scegliendosi come unico testimone un rosone di neon, sbilenco in alto sul bancone, simile a un occhio dalla vista mozza.

Dal catalogo degli abbracci permise alla malinconia di elencargli quelli ormai esauriti; consentì ai rimorsi di ricordargli le occasioni restate sulla tavolozza; non si oppose quando con puntiglio il coraggio gli menzionò le tante idee costrette alla resa per scarsa ispirazione e paura della fatica. Dopo un sorso e un’occhiata a uno sconosciuto, subì le angherie di un sogno che gli rammentò come una mattina lo avesse cancellato con una pennellata d’inutile ocra. Era sul punto di lasciarsi trafiggere da una spaventosa amarezza quando, in un sussulto d’amor proprio, s’attaccò a una voce dei suoi inizi, giovanissimo apprendista in una bottega di maestri: «Ti manca la nebbia di mare».  

Fu quel suono di parole strette, recuperate per disperazione e sopravvivenza poetica, a tirarlo fuori dallo smarrimento, a rigenerargli l’ossessione della ricerca. Nei giorni che seguirono riprese pennelli e colori, s’infilò le scarpe della curiosità e riaprì lo sguardo sul miracolo dell’attesa. Sapeva che la rarità di quella nebbia, che trasforma monti togati in arcipelaghi di pietra, corpi di borghi in velieri naufraghi e campanili in fari sonanti, prima o poi l’avrebbe incontrata. Tornò al comando della tela, con le mani nella mistura delle tinte, curandosi di nuovo di mancanza, che altro non era che il desiderio di visitare quell’ammanto sospeso per imparare a ritrarre l’anima delle onde.

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Maria Pina Cirillo
1 mese fa

È un pezzo bellissimo, in cui la poesia e la malinconia di un sogno perduto e ritrovato coinvolgono la mente e il cuore del lettore.

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