HomeUn giro di bardoFuori c'è il mondo

Fuori c’è il mondo

Fuori c’è il mondo. Ci sono grembi di stelle e sogni che inventano sguardi, ci sono fiori puntati sulle tempie e nuvole che scartano cieli, ci sono sentieri di favole e corse di bambini, ci sono laghi che aspettano cigni e mari che alzano fucili contro le scogliere. Fuori c’è il mondo, ci sono calli di scrittori e minestre strette di contadini, ci sono staccionate di labbra e siepi di sangue, ci sono gli immensi anonimi e le sere dei miracoli, ci sono le battaglie necessarie e i lucenti atomi della fantasia, fuori c’è il mondo degli uomini liberi che seminano immagini nel vento muto delle parole intatte.

Fuori c’è il mondo dei merli maschi e dei pirati in fuga, dei lupi alati e delle danze sui crateri, dei pensieri scapigliati, dei diari stupendi, degli aquiloni spezzati, degli aglianici castigati, delle tavole onorate, degli amici ritrovati. Fuori c’è il mondo delle osterie del mito, degli operai dell’attimo, dei borghi dell’anima, delle chiese bianche, dei costruttori di tenacia, delle autostrade dei disinvolti, della misericordia della controra, delle anfore della notte. Fuori ci sono gli sbadigli delle volpi e le carezze dei leoni, ci sono arsenali d’idee, albe squinternate, aforismi vestiti a festa e principesse da non perdere. Fuori c’è il mondo, fuori c’è la libertà, fuori c’è la vita viva, fuori c’è l’incanto dell’abbraccio, la verità della stretta di mano, il coraggio di provarci ancora. Non ci sarà mai gabbia per chi appartiene al mondo. A questo mondo.

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Franton
11 mesi fa

Aggiungo che fuori siamo solo noi, pochi ma buoni!

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